"L'avanzata dell'innovazione": con questo slogan si è aperta l'edizione 2009 di SAS Forum Italia, la conferenza annuale di Business Intelligence (BI) e Business Analytics che, unica nel panorama nazionale, si è ormai imposta come appuntamento annuale per top manager, esponenti del mondo economico, analisti e professionisti di business e Information technology.
Il tema dell'innovazione rappresenta il filo conduttore della ricca agenda del Forum, che ha offerto agli oltre 800 partecipanti l'opportunità di esplorare i nuovi scenari indotti dalla crisi.
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E di verificare il valore aggiunto della BI e dell’analisi dei dati nel cogliere, da un lato, i segnali deboli provenienti dal mercato e, dall’altro, nell'allineare politiche e strategie ai paradigmi emergenti.
Un filo conduttore, quello dell'innovazione, che a partire dal convegno di apertura si è dipanato nei numerosi eventi paralleli della giornata. Diverse le sessioni di lavoro, con esempi e testimonianze di applicazione degli Analytics alle reali problematiche di business nei più diversi settori: dal finanziario all’aerospaziale, dall’editoria al manufacturing, fino alla PA e sanità.
Filo conduttore proseguito nei numerosi demo live dedicati a temi di stretta attualità come modeling, forecasting e data quality. |
E nella lezione conclusiva di Fernando Trias de Bes, docente della Business School Esade di Barcellona, che ha individuato nella capacità di "osare", lanciare e implementare nuove idee la leva dell'innovazione e del successo.
Convegno di apertura
Nel suo intervento introduttivo, Marco Icardi, Country Manager di SAS in Italia, dopo aver sottolineato come l'innovazione sia " un'attività cooperativa che richiede interazione e collaborazione tra le diverse funzioni aziendali, dalla R&S alla produzione, fino al marketing", afferma che " innovare significa anche valorizzare le risorse umane, incentivando i talenti e attivando percorsi di crescita, prestare la massima attenzione ai bisogni dei clienti, interpretando i feedback provenienti dal mercato, ottimizzare i processi aziendali e le relazioni con gli stakeholder, oltre che investire in progetti capaci di vincere le sfide della crisi". |
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In questo quadro, "SAS per la sua leadership nelle tecnologie analitiche, per le competenze dei suoi professionisti e dei suoi partner, per la focalizzazione sui bisogni dei clienti è nella posizione ideale per offrire a chi guida le aree strategiche dell'azienda la capacità di cogliere i dettagli, senza perdere di vista lo scenario complessivo e di basare sui fatti le proprie decisioni. Simulando, ad esempio, gli scenari futuri, valutando le performance, riducendo costi e rischi, ottimizzando i processi e indirizzando ai target di riferimento le offerte giuste con i canali appropriati".
Tanto più che, come indica Mikael Hagström, Executive Vice President Emea & Asia Pacific di SAS, "al di là della crisi, gli scenari socio-economici degli ultimi anni si sono profondamente modificati: basti pensare al cambiamento negli stili di vita indotto dalla forte urbanizzazione, dall'aumento delle famiglie composte da una sola persona, dall'incremento della popolazione anziana, dalla diffusione delle comunità aggregative favorita dal Web".
In un simile contesto, i manager si trovano ad affrontare importanti sfide, tra cui: "migliorare l'efficienza del business, applicando tecniche di analisi e ottimizzazione per contenere i costi e incrementare l'efficacia dei processi. Allineare le strategie ai profili e ai bisogni dei clienti, sfruttandone tutto il potenziale; e pianificare lo sviluppo del business verso scenari futuri, attraverso tecniche di forecasting e modellizzazione predittiva".
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Questa è la strada intrapresa dalle tante aziende che sui dati e le informazioni fornite dalle soluzioni SAS hanno fondato le proprie strategie per uscire dalla crisi, limitando i rischi, innovando organizzazione e processi, trattenendo i clienti a più alto valore aggiunto.
Valerio De Molli, Amministratore Delegato di The European House – Ambrosetti, dopo aver illustrato i tratti distintivi della crisi in corso, traccia con una serie di coppie antinomiche i contorni di una cultura vincente, capace di cogliere le opportunità dei nuovi scenari: " ascolto del cliente e dei feedback del mercato vs autoreferenzialità; proattività/tempismo vs passività/reattività; prospettiva internazionale vs provincialismo; flessibilità/innovazione vs gloria del passato; gestione strategica vs gestione operativa; gioco di squadra vs individualismo; professionalità vs pressapochismo; aggiornamento permanente vs supponenza". |
Dibattito: l’altra faccia della crisi. Come riacquistare competitività.
Moderato da Valerio De Molli, il dibattito è l'occasione per approfondire le concrete strategie messe in atto dalle aziende per innescare percorsi di innovazione e di crescita. Fausto Di Fant, Responsabile Pianificazione, Organizzazione e Costo del lavoro del Gruppo Finmeccanica, vede "nello stile manageriale inclusivo, partecipativo, consensuale, il mezzo per vincere le sfide della complessità, costruire un'identità comune e assicurare al sistema azienda una crescita sostenibile nel tempo di cui possano beneficiare tutti gli stakeholder".
Antonio Pezzinga, Partner e Responsabile Igem Technologies di Accenture, indica nelle competenze e nelle capacità delle persone il vero motore dell'innovazione e afferma che " il mondo dei sistemi operazionali non può più essere distinto dal mondo della Business Analysis, in quanto velocità e tempo di risposta sono elementi cruciali: se è difficile fare previsioni, la cosa peggiore è fare previsioni in ritardo rispetto alla necessità".
Secondo Giordano Villa, Managing Director e Head of Credit Risk Management del Gruppo Deutsche Bank, in un contesto in cui la volatilità regna sovrana risulta cruciale da un lato " imparare a discernere i trend strutturali da quelli congiunturali" e dall'altro "guadagnare la fiducia del mercato mostrando con informazioni accurate e trasparenti che l'azienda è solida, sa innovare ed è in grado di trasmettere le competenze acquisite alle nuove generazioni". |
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